giovedì 11 giugno 2009

RAZZISMO - Il futuro che fa paura

Fonte: il manifesto 09.06.2009 pagina 14
di John Foot
RAZZISMO - Il futuro che fa paura
Le banane contro Balotelli, simbolo di un'Italia multi-culturale che molti rifiutano
Mario Balotelli è nato a Palermo, in Sicilia, il 12 agosto 1990. E' cresciuto nella cittadina di Concesio, vicino Brescia, nel nord Italia. Il suo precoce talento calcistico fu notato mentre frequentava le scuole medie: a 15 anni già giocava nel Lumezzane, prima di firmare con l'Inter nel 2006. Fa il suo esordio in serie A alla fine del 2007 e pochi mesi dopo cattura l'attenzione degli sportivi segnando due gol alla Juventus in una partita di Coppa Italia. Mancini comincia a farlo giocare titolare e lui contribuisce alla conquista dello scudetto ancora 17enne. Quest'anno ha continuato a segnare sotto la guida di Josè Mourinho mentre l'Inter metteva in bacheca un altro titolo. Balotelli è andato a segno con continuità anche con la maglia della nazionale Under 21 e presto verrà aggregato a quella maggiore. E' grosso e forte, ha un tiro potente e parla italiano con un accento marcatamente bresciano.
Due mesi fa i tifosi della Juventus l'hanno preso di mira durante il match scudetto giocato all'Olimpico di Torino. Gli hanno gridato «Non ci sono negri italiani... Balotelli sei un africano». Secondo il giudice sportivo Gianpaolo Tosel, quei cori furono intonati «in molteplici occasioni» (con particolare riferimento ai minuti 4', 26', 35', 41', 42' del primo tempo e 11', 19' 22', 25', 30' del secondo tempo) e «in vari settori dello stadio», sottolineando «l'assenza di qualsiasi manifestazione dissociativa da parte di altri sostenitori ovvero di interventi dissuasivi da parte della società». La Juventus pagò il razzismo dei suoi tifosi con una partita a porte chiuse.
Mario Balotelli è italiano e nero. I suoi veri genitori sono ghanesi ma lo diedero in adozione a una famiglia italiana quando lui aveva 3 anni. Benché fosse nato e cresciuto in Italia, Balotelli ha dovuto aspettare il compimento del 18esimo anno per diventare un cittadino italiano a tutti gli effetti. Le assurde e discriminatorie leggi italiane sulla cittadinanza non sono al passo con quelle del resto d'Europa e Balotelli ha rischiato di perdere il suo diritto a essere italiano se solo avesse lasciato il Belpaese. Subito dopo aver raggiunto la maggiore età, fu organizzata una cerimonia speciale per celebrare l'acquisizione di ciò che Balotelli riteneva giustamente un suo diritto - un pezzo di carta che stabiliva ufficialmente il suo essere italiano. Da allora, è entrato a far parte della nazionale Under 21 come black italian e sabato scorso a Roma, mentre era in libera uscita insieme ad alcuni compagni di squadra con i quali si appresta a giocare gli Europei in Danimarca, è stato deriso e insultato da un gruppetto di tifosi romanisti che gli hanno tirato due banane. Si tratta di un gesto razzista che mi ricorda quanto avvenuto molti anni fa in Inghilterra all'attaccante del Liverpool John Barnes, al quale alcuni tifosi dell'Everton lanciarono banane. Barnes le raccolse e le gettò via.
Molti italiani odiano Balotelli, soprattutto tra i tifosi di calcio. In parte questo è dovuto al fatto che il ragazzo gioca nell'Inter, la squadra che domina il campionato da 3 anni a questa parte. Ma la vera ragione è molto più profonda. Balotelli smaschera infatti tutte le contraddizioni dell'immigrazione straniera in Italia, colpita da un'ondata di razzismo (dall'alto e dal basso) senza rivali per intensità nel resto d'Europa. Molti italiani non possono accettare che Balotelli sia uno di loro. Lui è diverso, nero, africano (in senso spregiativo), inferiore. E' anche molto bravo a giocare a pallone e ha commesso un altro crimine. Non conosce l'umiltà - dicono - è un tipo arrogante e troppo sicuro di sé. Non abbassa mai la testa, anzi sembra quasi godere della notorietà ricevuta. E' fortissimo e lo sa.
La reazione ai cori razzisti contro la Juventus era stata illuminante. Molti avevano accusato Balotelli di aver un atteggiamento provocatorio, di non essere un vero campione. Di non saper stare al suo posto. Secondo questo ragionamento, i tifosi bianconeri avevano ragione a fargli buuu. Molti hanno negato che si trattasse di cori razzisti. Dopo la dura reazione del presidente dell'Inter Massimo Moratti, che avrebbe ritirato la squadra fosse stato presente a Torino, la Federazione decise di agire obbligando la Juventus a giocare una partita senza i suoi tifosi. La società bianconera fece ricorso e tutto sommato aveva anche qualche ragione. Perché prendersela solo con la Juve? Quando l'Inter ha giocato col Palermo poche settimane dopo, i tifosi rosanero hanno rivolto a Balotelli il classico coro «Balotelli negro di merda» ma nessuno ne ha dato notizia tra i media. Ovunque vada a giocare, Balotelli è trattato come il simbolo di un Italia che molti rifiutano, un Italia multi-culturale che non piace a chi difende l'essenza bianca dell'Italia dall'arrivo dei diversi.
E' ovviamente una situazione già vista, in Italia e in altri paesi. Molte cose sono cambiate negli stadi inglesi dai tempi di John Barnes ma qualunque tifoso della mia generazione è cresciuto tra gli anni '70 e '80 sentendo risuonare i cori scimmieschi nelle proprie orecchie sin dal principio. Il Plymouth Argyle, una delle squadre per cui faccio il tifo, aveva una canzoncina razzista persino per i nostri giocatori neri. Tuttavia l'Italia non è l'Inghilterra di 20 anni fa, qui le cose stanno peggiorando per una semplice ragione. Il razzismo è predicato dall'alto, incoraggiato dai politici e soprattutto da coloro che detengono le redini del potere.
Anziché contrastare simili comportamenti, partiti di governo come la Lega Nord li incoraggiano attivamente. Il razzismo funziona in Italia. Porta voti. Un preoccupante pacchetto di misure discriminatorie è stato approvato di recente sia a livello locale che nazionale. Questo comprende il divieto di mangiare kebab in pubblico e giocare a cricket nei parchi, rimandare indietro barconi pieni di immigrati disperati, restrizioni sui matrimoni degli immigrati e - quel che è più grave - tentativi di isolare i bambini stranieri nelle scuole e costringere i dottori a denunciare i clandestini che si presentino in ospedale per essere curati. Queste misure hanno prodotto casi eclatanti come quello di un'immigrata perseguitata mentre stava per dare alla luce il suo bambino in ospedale, scoprendo poi che il suo permesso di soggiorno era stato ritardato per motivi burocratici. La violenza della polizia contro gli immigrati è cosa comune e ha creato furore anche sulla stampa, se non addirittura nell'opinione pubblica. Le autorità politiche hanno bloccato la costruzione di moschee in tutto il paese e i politici di regioni come il Trentino Alto Adige hanno promesso di mantenere le loro terre libere dai santuari islamici.
In questo contesto, Mario Balotelli rappresenta un obiettivo d'alto profilo, impallinato dal triste mondo del calcio italiano, un tempo grande sport, oggi in deprimente declino. Qualunque cosa cantino quei tifosi razzisti, Balotelli è italiano, e rappresenta il futuro di questo paese. Tuttavia, per il suo bene, potrebbe esser meglio se emigrasse all'estero. Pare che un altro italiano voglia portarselo via, Gianfranco Zola, allenatore del West Ham. Vedere Balotelli giocare in Premier League sarebbe un bel colpo per noi inglesi e una brutta perdita per l'Italia.
Quello che il caso Balotelli rivela è dunque l'odio profondo nei confronti della società multi-culturale. Gli italiani - non tutti ma molti di loro - trovano semplicemente impossibile accettare che Mario Balotelli sia di fatto italiano. Per loro, non esistono balck italian. Gli immigrati vanno bene fintanto che restano invisibili, non camminano per strada, non danno fastidio e non hanno diritti. Sono buoni a nulla, non possono essere «uno di noi». Balotelli fa cadere il velo su queste spaventose contraddizioni. E' nero, italiano e bravissimo in quello che fa. Rifiuta il ruolo dell'umile, dell'inferiore che per paura abbassa lo sguardo. Per questo motivo, inspira odio e timore. E' la visione di un futuro che molti italiani trovano profondamente disturbante.

domenica 31 maggio 2009

Inter-Atalanta: 4-3, vittoria di tutti

Fonte: Inter.it

Domenica, 31 Maggio 2009 17:08:19
MILANO - Per l'ultima partita di campionato della stagione, José Mourinho affida la tradizionale panchina nerazzurra a chi come ha detto lo stesso allenatore nerazzurro 'ha lavorato e sofferto iniseme a me durante tutto l'arco dell'anno' e cioè a Daniele Bernazzani, Rui Faria, Silvino e Fausto Sala, mentre Mourinho e gli altri si accomoderanno sulla panchina aggiunta. Inter-Atalanta è un miscuglio di gioie e dolori: è infatti la partita che consegna il 17° titolo di campioni d'Italia all'Inter tingendo con il tricolore tutto il prato dello stadio "Meazza" e la stessa che regala a Zlatan Ibrahimovic quello di capocannoniere con 25 marcature, ma è anche la gara che necessita di un pò di silenzio per ricordare gli operai della Saras che hanno perso la vita in settimana e quella che segna l'addio al calcio di Luis Figo che, salutato dall'applauso incessante di compagni e tifosi, lascia il campo ed entra nella leggenda. Infine, Inter-Atalanta è soprattutto una partita che dimostra come l'Inter non si arrenda mai e con che determinazione cerchi l'ultimo successo della stagione trasformando 90 minuti qualunque in puro spettacolo, nella 118esima vittoria interna di José Mourinho, e in un record che mancava dalla stagione 1992-'93 e che la vede chiudere l'annata senza subire alcuna sconfitta casalinga la Serie A 2008/09. PRIMO TEMPO - José Mourinho aveva già svelato, nella consueta conferenza stampa della vigilia, quella che sarebbe stata la formazione nerazzurra anti Atalanta che oggi dà spazio a Julio Cesar tra i pali; a Zanetti, Cordoba, Samuel e Chivu sulla linea difensiva; a Stankovic, Cambiasso e Muntari a centrocampo, dietro alle tre punte Figo, Ibrahimovic e Balotelli.Per il riscaldamento pre partita tutti i dieci nerazzurri omaggiano Luis Figo indossando una sola maglia, la numero 7, quella del centrocampista portoghese alla sual ultima partita da calciatore professionista. A pochi minuti dal fischio iniziale è, invece, Javier Zanetti a consegnare a Luis un piatto d'argento celebrativo, ma soprattutto la fascia di capitano. Dopo un minuto di silenzio per i tre operai rimasti vittime dell'incidente nello stabilimento cagliaritano della Saras, il match ha inizio. Al 3' bello scambio tra Cambiasso e Figo che prova il tiro dalla destra, ma la palla è deviata in calcio d'angolo. Il gol nerazzurro arriva al 6' grazie a gesto rapido e lucido di Sulley Muntari: Figo prova il tiro-cross respinto da Consigli in uscita, ma la palla arriva sui piedi del centrocampista ghanese che non ci pensa due volte e di destro mette in rete per l'1-0. Il pareggio dell'Atalanta porta la firma di Doni al minuto 10: tiro dalla bandierina, Chivu salta a vuoto, l'attaccante bergamasco stacca di testa e cambia il risultato sull'1-1. Senza un attimo di respiro, Ibra porta l'Inter nuovamente in vantaggio: lancio lungo di Cambiasso per lo svedese che avanza palla al piede e batte Consigli per il 2-1, rete numero 24 per il mago Zlatan. Al 16' occasione per Balotelli che non riesce a sfruttare l'errore di Consigli che lascia la porta vuota. Al 18' Ibra si ritrova ancora da solo davanti a consigli dopo un gran lancio di Balotelli, ma il tiro del numero 8 nerazzurro si infrange prima su Consigli e poi Bellini spazza via il pallone. Al 22' punizione per l'Inter battuta da Ibra, la palla schizza in angolo sulla deviazione di Bellini. L'Atalanta riporta il risultato sul pareggio al 25' con Cigarini che, sugli sviluppi di un calcio d'angolo, controlla di petto, trova l'equilibrio e tira all'incrocio dei pali dove Julio Cesar non può arrivare. Al 28' cross perfetto di Cambiasso, Ibra in spaccata sotto porta cerca il gol, ma il guardalinee fischia un fuorigioco. Al 33' bel lancio di Muntari, mette giù di petto, prova il tiro ma il pallone è altro sopra la traversa. Al 43' José Mourinho coincide la standing ovation a Luis Figo e lo sostituisce con Davide Santon: per il campione nerazzurro gli abbracci a centrocampo di tutti i compagni, dello stesso Mourinho e gli applausi e i cori di tutto lo stadio "Meazza". Il primo tempo di Inter-Atalnat si chiude sul 2-2.SECONDO TEMPO - La ripresa si apre con Coppola al posto di Consigli tra i pali bergamaschi. Al 6' Guarente stende Balotelli al limite dell'area, il tiro di Ibrahimovic si infrnge sulla barriera. Due minuti dopo (8') Samul commette fallo al limite, la punizione nerazzurra è affidata a Doni supera la barriera nerazzurra e s'infila in rete per il 2-3, nonostante il volo di Julio Cesar. L'Inter risponde con Santon che in percussione personale costringe Coppola alla respinta con i pugni (9'). Al 12' la difesa atalantina porta a spasso Balotelli già a terra per difendere il pallone, per Rocchi è tutto regolare e anzi il direttore di gara ammonisce Stankovic che gli fa notare l'abbaglio. Al 15' ancora Rocchi il protagonista: l'arbitro nega infatti un fallo su Ibrahimovic messo a sedere al limite del'area. Un minuto dopo (16') cross di Balotelli, Muntari aggancia in rovesciata e realizza un gol incredibile che l'arbitro annulla per posizione irregolare del ghanese. Al 18' conclusione improvvisa e violenta dalla distanza di Stankovic, di poco a lato. Al 19' doppio cambio tra le file dell'Inter: Stankovic e Chivu lasciano il posto a Crespo e Maicon, che torna in campo a due mesi dall'infortunio. E dopo una traversa di Padoin (21') e una colpita di testa da Crespo (22') su una palla fantastica di Maicon a girare, è Balotelli an andare nuovamente vicinissimo al pareggio con unn tiro dalla distanza deviato in nangolo da Coppola. Al 29' altro gol annullato all'Inter per fuorigioco: dal lancio di Balotelli, sponda di Ibra, Crespo insacca di testa ma Rocchi aveva già femato il gioco. Alla mezz'ora Cordoba s'immola per salvare il risultato dull tiro di Guarente. Al 32' Muntari è atterrato in area con una gomitata, il numeri 20 nerazzurro resta a terra ma Rocchi non accenna a fermare il gioco. Dal 35', in 60 secondi, accade l'incredibile: Cambiasso riporta il risultato in parità sfruttando l'errore di Coppola che non trattiene il tiro di Muntari, l'argentino si avventa sul pallone e ribatte in trete per il 3-3, poi Ibrahimovic lascia San Siro a bocca aperta con un gol di tacco da cineteca , finlamente l'Inter si riporta in vantaggio con Cambiasso che approfitta dell'errore sinistro di Muntari. Negli ultimi dieci minuti è solo Inter e le giocate spettacolari dei suoi campioni: Ibra inventa, Balotelli ubriaca. Dopo 4 minuti di recupero Inter-Atalanta termina sul 4-3. Vince l'Inter, vince Zlatan Ibrahimovic. Allo stadio "Giuseppe Meazza", lo spettacolo continua. ATALANTA-INTER 4-3Marcatori: 6' Muntari; 10' Doni, 12' Ibrahimovic, 25' Cigarini, 8' st Doni, 35' Cambiasso, 36' IbrahimovicInter: 12 Julio Cesar; 4 Zanetti, 2 Cordoba, 25 Samuel, 26 Chivu (19' st Maicon); 5 Stankovic (19' st 18 Crespo) , 19 Cambiasso, 20 Muntari; 7 Figo (43' 39 Santon), 8 Ibrahimovic, 45 Balotelli;A disposizione: 1 Toldo, 9 Cruz, 14 Vieira, 16 Burdisso;All.: José MourinhoAtalanta: 1 Consigli (1' st 31 Coppola); 8 Garics, 2 Talamonti, 5 Manfredini, 6 Bellini; 34 Defendi (25' st 11 Cerci), 21 Cigarini, 17 Guarente, 22 Padoin; 72 Doni; 9 Plasmati;A disposizione: 13 Peluso, 26 Pellegrino, 27 Capelli, 55 Parravicini, 11 Cerci, 99 Zaza;All.: Luigi Del NeriArbitro: Rocchi di FirenzeNote: spettatori 69.405 Ammoniti: 12' Stankovic, 37' Ibrahimovic
Ufficio Stampa

domenica 24 maggio 2009

Che fine triste....

Purtroppo la fine campionato è stata proprio triste....
Un giovane tifoso morto, un increscioso saluto al grande giocatore Maldini (che pur essendo milanista gli si deve comunque rendere onore) e per ocncludere la rissa del Torino...
che peccato....
a presto
Mauro

CAGLIARI Vs INTER 2 - 1

L'Inter perde a Cagliari per 2 a 1, in goal Ibra che continua la sua corsa per il titulo di capocannoniere. Il Cagliari festeggia l'ultima partita stagionale al Sant'Elia e vince grazie ad un goal di Acquafresca. Ironia della sorte visto, che lo stesso giocatore, è di proprietà dell'Inter ed è stato praticamente appena venduto al Genoa nell'operazione che ha portato Milito in Nerazzurro. Poche emozioni, una partita mediocre, dove l'Inter ha schierato alcuni dei giocatori meno impiegati nell'arco dell'anno, annullato un goal regolare di Jimenez. Perdere non piace a nessuno, ma fa un caldo bestiale, siamo Campioni d'Italia e il mercato è ormai il protagonista dei nostri pensieri, pazienza è andata così, purchè sia un evento sporadico!.

venerdì 22 maggio 2009

Festa XVII scudetto

Como, 21 maggio 2009

Cara Socia/o,

la vittoria del 17^ scudetto ti avrà senza dubbio entusiasmato.

Per festeggiare e per incontrarci in un momento di gioia ti invitiamo caldamente a partecipare, con la tua famiglia, alla

FESTA INTER CLUB KAYUNGA UGANDA

che avrà luogo venerdì 12 giugno 2009 dalle ore 19.00 alle ore 23.00 presso l’ENAIP, Via Dante 127, Como. E’ disponibile parcheggio sino ad esaurimento posti, altrimenti parcheggiare nelle vicinanze.

Durante la serata daremo anche uno spazio all’Assemblea dei Soci, il cui ordine del giorno troverai più sotto.

Il programma prevede un buffet per il quale viene richiesto un contributo di 10 Euro a persona, la proiezione di fotografie dell’Inter Campus in Uganda e la proiezione di cortometraggi sportivi e non.

Oltre a momenti di relax e a una piacevole lotteria.

Per ottimizzare l’organizzazione è necessario iscriversi entro il 7 giugno telefonando o inviando un Email al nostro Vice Presidente Sig. Ernesto Farina. (tel. 349 6715503 Email ernyele@alice.it )

Ti aspettiamo!!!!

Il Presidente

Italo Nessi

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Con la presente è ufficialmente indetta l’Assemblea annuale dell’ Inter Club Kayunga per il giorno 12 giugno 2009 alle ore 19.00 c/o ENAIP Via Dante 127 Como.

Ordine del giorno:

  • Relazione del presidente

  • Approvazione bilancio

  • Rinnovo Consiglio Direttivo, Revisori dei conti e Collegio Probiviri

  • Attività 2009/2010

  • Varie ed eventuali

Scarica la lettera

martedì 19 maggio 2009

Scudetto 17 Inter: Inter Channel intervista Elio

Scudetto 17 Inter: il momento della vittoria

Prime pagine


e sono 4 (di fila)

Moratti: "Oggi penso al campionato vinto"

Fonte: Inter.it
[FOTO Lunedì, 18 Maggio 2009 13:06:02]

MILANO - Il giorno dopo Inter-Siena, il presidente Massimo Moratti ha rilasciato una breve intervista ai giornalisti che lo attendevano nei pressi degli uffici della Saras, nel centro di Milano.

Inter.it vi propone la versione integrale di quanto dichiarato dal presidente nerazzurro:

Presidente pensa già a un'Inter più forte per il prossimo anno?

"No. Oggi penso soltanto alla partita di ieri, al campionato che abbiamo fatto. Ho il piacere di pensarci, anche solo per una mattina, e quindi per il momento non penso a un'Inter più forte. L'anno prossimo avremo degli impegni importanti. Certamente saremo seri nell'affrontarli, ma non è che stamane mi spacchi la testa per l'anno prossimo".


È previsto a breve un incontro con il presidente del Genoa Enrico Preziosi per trattare l'acquisto di Diego Milito?

"No".


Ieri abbiamo ascoltato alcune sue dichiarazioni, nelle quali diceva che l'Inter è straordinaria, nel suo modo di festeggiare, anche nel complicarsi la vita con discorsi sulla possibile cessione di Zlatan Ibrahimovic. Il giorno dopo che idea si è fatto sulla questione?

"Non ho avuto molto tempo di pensarci... È un fatto caratteriale e poi questa è una caratteristica dell'Inter... Quindi meno male che è ritornata fuori anche ieri, altrimenti non riconoscevo la squadra e la società... " (ndr.: ride).


Teme che questo tormentone Ibra possa andare avanti per tutta l'estate?

"Per la vostra fortuna, se fosse così, sarebbe fantastico... ".

Per l'Inter, forse, un po' meno...

"Anche per me... ".


Al novanta per cento Ibrahimovic resta all'Inter...

"Sì, penso proprio di sì".

Ufficio Stampa