lunedì 31 maggio 2010

15 giugno 2010 - LA NOSTRA FESTA - ASSEMBLEA

INTER CLUB KAYUNGA


Cara Socia/o,

vi immagino ancora entusiasti per i fantastici trofei vinti dalla nostra Inter quest’anno. Annata davvero strepitosa.

Peraltro vi faccio notare che dalla creazione del nostro Inter Club (giugno 2003), l’ Inter ha vinto 5 scudetti, 3 Coppe Italia, 3 Supercoppe di Lega, 1 Coppa Campioni, più alcuni tornei considerati minori (Birra Moretti, ecc.). Oltre ai titoli della Primavera e delle Giovanili. Possiamo quindi sicuramente essere fieri.

Ma ancor di più possiamo essere orgogliosi per quanto di positivo abbiamo saputo creare in ambito sociale e solidaristico.

Lasciatemi sommariamente elencare quanto di buono abbiamo prodotto. Non per desiderio di auto celebrazione, ma perché la memoria ha sempre gambe corte ed invece credo sia fondamentale ripercorrere la storia. In ogni contesto.

In questa iniziativa abbiamo coinvolto 300 persone. I soci si sono assestati su cifre superiori ai 230, ma durante gli anni qualcuno entrava e qualcuno usciva (purtroppo abbiamo avuto anche alcuni decessi).

Dei soci, oltre ai 50 ugandesi e a coloro che vivono in provincia di Como, abbiamo coinvolto persone in Piemonte, in Emilia Romagna, in Veneto e nelle altre province lombarde.

Abbiamo fatto conoscere il lavoro di “Medici con l’Africa Cuamm” a molti che erano lontani dai problemi sanitari dell’Africa. Abbiamo organizzato a Como eventi importanti tra i quali l’iniziativa “Un calcio senza etica è un calcio allo sport“ e l’iniziativa “Scudetto e Solidarietà”. Ci siamo gemellati all’ Inter Club Como. Abbiamo ricevuto, direttamente in Uganda, il gagliardetto dell’Inter Club Forlì.

Inoltre siamo stati intervistati da giornali locali e nazionali. Siamo apparsi in trasmissioni di RAI International. Ci hanno invitato ad eventi pubblici rilevanti.

Ma soprattutto abbiamo creato l’Inter Campus Uganda, ove allenatori dell’Inter hanno organizzato iniziative a favore di bambini ed insegnanti della scuola elementare di Naggalama.

Grazie ad Inter Campus, nel settembre 2009, 14 bambini e 3 insegnanti della scuola sono venuti in Italia per partecipare al primo campionato del mondo Inter Campus. Ove si sono peraltro classificati terzi su 19 squadre.

Grazie ad Inter Campus e all’interessamento di alcuni nostri soci, è stato creato un gemellaggio tra la Scuola Primaria di Moltrasio e la scuola di Naggalama.

Da ultimo, ma non perché di minor importanza, abbiamo un blog in internet che è alquanto frequentato.

Di tutto questo ringrazio voi, cari soci, che avete sostenuto le attività del Club.

Volendo proseguire su questa strada dobbiamo chiarirci gli ulteriori obiettivi ed il percorso per raggiungerli.

Per questo vi invito calorosamente a partecipare alla prossima Assemblea che è convocata in data 15 giugno 2010 c/o Cooperativa Moltrasina – Via Raschi 9 - Moltrasio in prima convocazione alle ore 14.00 ed in seconda convocazione alle ore 19.45 e che avrà il seguente ordine del giorno:


  1. Relazione del Presidente

  2. Approvazione Consuntivo anno 2009-10

  3. Rinnovo delle cariche associative

  4. Attività 2010-11

  5. Approvazione Preventivo anno 2010-11

  6. Varie ed eventuali


Alla stessa seguirà festa celebrativa della fantastica stagione sportiva appena trascorsa.

La Cooperativa preparerà piatto unico, dolce, acqua, vino, caffè per la cifra di Euro 15 a persona.

E’ necessario prenotarsi entro il 13 giugno telefonando o inviando Email a Mauro Oricchio m.furi@lillinet.org tel. 335 388250

VI INVITO CALDAMENTE A PARTECIPARE


Il Presidente

Italo Nessi

giovedì 27 maggio 2010

UN SOGNO LUNGO UNA VITA CHE DIVENTA REALTA’

LA NOTTE E’ NEROAZZURRA di Ernesto Farina

..Questa è la notte di tutti gli Interisti, vicini e lontani, giovani e anziani, e la notte dei tifosi che erano al Prater nel ‘64 o in gradinata a San Siro, sotto il nubifragio, nel maggio del ‘65, di chi ha vissuto i trionfi della Grande Inter di Herrera e Angelo Moratti...è la notte di chi come me negli anni 60 è nato ed è cresciuto come tifoso nel mito e nel ricordo delle gesta di quella mitica squadra, ha visto e rivisto i filmati in bianco e nero di quelle vittorie, sognando di riviverle nel presente….ecco quel sogno, quel presente è……OGGI……oggi che la notte è neroazzurra, migliaia di bandiere sventolano nei cieli d’Europa e altrettanti clacson riempono la notte di Milano, oggi che tutti…..chi c’era allora, chi questa notte l’ha sognata per anni, chi per ragioni di età tifoso lo è da poco, con una lacrima negli occhi ci stringiamo in un unico abbraccio di gioia……….

Lo so, come dicono le parole di un nostro inno, nella vita ci sono cose più importanti di gol e Coppe dei Campioni ma solo chi vive in maniera sana e genuina questa passione può capire cos’è e cosa sarà questa giornata, questa notte, nei nostri ricordi futuri……

In queste ore in cui i contratti milionari, gli interessi personali e tutto quello che non è emozione conta poco o nulla, questa notte dal presidente Massimo Moratti a l’ultimo dei tifosi diventiamo tutti un po’ bambini e sventolando un drappo neroazzurro cantiamo a squarciagola…………….

…………………..SIAMO NOI…..SIAMO NOI………………...
……………I CAMPIONI DELL’EUROPA SIAMO NOI………

………...CON I COLORI DEL CIELO E DELLA NOTTE……..
………………………..INFINITO AMORE……………………..

…………………………..INTER……………………………

…………………ETERNA SQUADRA MIA……………………..

mercoledì 26 maggio 2010

Applausi ai gufi milanisti e juventini

Grazie anche a loro

Siamo noi! Siamo noi! I campioni d’Europa siamo noi! Gufi che rosicano: abbiamo creato una nuova specie. Dobbiamo veramente ringraziarli tutti, gli amici milanisti partiti per Monaco di Baviera convinti di poter festeggiare tra fiumi di birra il nostro fallimento sulla linea del traguardo. Non si vergognino, adesso. Possono tornare—se proprio devono—e noi li abbracceremo. Grazie a tutti i bianconeri d’Italia, che ci hanno sostenuto con la loro spettacolare avversione. L’odio (sportivo, beninteso) è la forma più raffinata della stima. E per questo non possiamo che applaudirli. Sono qui seduto sugli spalti del Bernabeu che si svuota e guardo i figli dei neo-campioni d’Europa giocare con le stelle filanti in mezzo al campo.

La coppa con le orecchie, quella che imprudentemente i tifosi bavaresi portavano in copia per Madrid, quella che tornerà con noi a Milano è lì a ricordare a tutti che— scusate se lo ripeto—i campioni dell’Europa siamo noi! Chi era tra voi, deliziosi gufetti, che cantava «Non vincete mai»? La canzone è diventata il vostro inno al contrario. Ora vinciamo tutto, sempre e sinceramente ci divertiamo un mondo. Anche qui a Madrid li ho visti, i dilettanti della macumba, i pasticcioni del sortilegio, i professionisti dell’augurio pre-partita, quello che chiaramente dovrebbe portare cadute e disastri. E vorrei dire loro: non è il vostro mestiere, sono sicuro che l’ammirazione è un sentimento che meglio vi si confà. Ma quando mai! Nessuna squadra italiana ha mai vinto nella stessa stagione Champions League, scudetto e coppa Italia e—guardacaso—la stessa squadra che non è mai andata in serie B. È arrogante ricordarlo oggi? Neanche per sogno. I gufi vanno accarezzati, quando la notte finisce, ma nessuno dice che non si possa essere sinceri con loro. La fantasia ecumenica, secondo cui ogni tifoso italiano dovrebbe tifare per ogni squadra italiana quando è impegnata in una competizione internazionale, è una fantasia. C’è l’odio bieco, che fa sinceramente schifo ma il gufaccio delicato e ironico si può tollerare. Anche perché, diciamolo, un gufetto implume si nasconde nel cuore di quasi tutti. I figli dei neo-campioni d’Europa sono stati riacchiappati uno per uno e tra poco torneranno in albergo: loro non sapranno mai che quando ho visto vincere l’ultima Coppa dei Campioni dall’Inter avevo la loro età: penseranno, come giusto, che il nerazzurro—notte e cielo qui in Spagna—siano colori trionfali e hanno ovviamente ragione.

mercoledì 19 maggio 2010

Finale U.C.L. '09-'10: l'Inter è a Madrid

Fonte: Inter.it
Mercoledì, 19 Maggio 2010 22:54:08 [FOTO Mercoledì, 19 Maggio 2010 22:54:08]

MADRID - Dopo circa due ore di volo, decollato dall'aeroporto di Milano Malpensa, l'Inter è atterrata a Madrid pochi minuti fa e si appresta a raggiungere l'albergo sede del ritiro nella capitale spagnola. All'arrivo in aeroporto numerosi tifosi nerazzurri hanno accolto i campioni d'Italia con applausi e cori dedicati ai protagonisti del campionato.
Nel pomeriggio di domani (ore 17) la squadra di José Mourinho effettuerà la prima seduta di allenamento al centro sportivo "Ciudad Real Madrid" (chiuso al pubblico e alla stampa) in vista della finale della Uefa Champions League '09-'10 contro il Bayern Monaco in programma sabato 22 maggio 2010 allo stadio "Santiago Bernabeu" di Madrid.

L'omaggio di don Giuseppe: 18 minuti di campane a festa

Fonte: La Provincia del 17-05-2010

Diciotto minuti di campane a festa, tanti quanti gli scudetti vinti dall'Inter. In onore della sua squadra del cuore, ieri alle 19, il prevosto don Giuseppe Conti ha suonato una scampanata solenne. Appiano come Maranello, seppur in versione calcistica. Questione di fede, nerazzurra, tanto forte da meritare di essere condivisa e ?testimoniata? anche con gesti clamorosi. Fragorosi come la scampanata risuonata per oltre un quarto d'ora per il centro e le vie del paese, fino a riecheggiare in Pinetina, dove la squadra di Mourinho si allena al centro sportivo ?Angelo Moratti?. Un tributo al club di cui il prevosto è acceso tifoso e insieme un omaggio alla squadra che porta il nome di Appiano nel mondo. Don Giuseppe Conti non è nuovo a simili manifestazioni di entusiasmo calcistico: l'anno scorso, a pochi mesi dall'ingresso in parrocchia, celebrò il diciassettesimo scudetto interista con una scampanata festosa. La prima di una serie, come ricorda lo stesso prevosto: «Dopo la vittoria in coppa Italia, non potendo suonare le campane alle undici di sera, ho rinviato al giorno dopo a mezzogiorno e non con la campana singola, come di solito, ma una bella scampanata. Gli appianesi se ne sono accorti». Ieri la seconda, in attesa della terza. Scaramantico quanto basta, il parroco non anticipa come esternerà la sua gioia nel caso l'Inter vincesse la Champions: «Sabato sarò in pellegrinaggio a Gerusalemme». Lascia però intendere che l'evento non passerebbe sotto silenzio, confermando indirettamente che darà precise indicazioni ai suoi collaboratori, poi aggiunge a commento della seconda vittoria stagionale: «È una squadra fortissima, più di tutti e di tutto. Stiamo calmi, giù i piedi per terra e tre punti?».
M. Cl

lunedì 17 maggio 2010

Il sogno del capitano

La 700esima partita con la maglia dell'Inter sarà proprio l'attesa finale di UEFA Champions League. Javier Zanetti, in gol nella finale di Coppa UEFA di 12 anni fa, crede che Mourinho abbia trasferito la sua personalità alla squadra.

Javier Zanetti ha vinto il suo quinto scudetto alla 699esima gara con la maglia dell'FC Internazionale Milano, ma la 700esima potrebbe diventare la più speciale di tutte.

Arrivato nel 1995 dal CA Banfield, Zanetti è stato il primo acquisto della presidenza Massimo Moratti insieme a un altro giovane argentino, l'ex attaccante del CA Independiente, Sebastián Rambert. Sembrava proprio il giovane soprannominato 'avioncito' il vero colpo, ma l'apparenza a volte inganna...

Quando avrà capitanato l'Inter a Madrid, Zanetti sarà a 58 partite dal record di presenze assoluto con la maglia nerazzurra di Giuseppe Bergomi. Ma per adesso Zanetti pensa solo a mettere le mani sul trofeo più ambito. "Sì, questo è un momento molto importante, perché ho sognato questa finale per molti anni, e adesso è arrivata con questa bellissima squadra - Zanetti ha detto a UEFA.com -. Spero che saremo al massimo della forma in finale e che vinceremo".

Ovviamente questo non è solo il suo sogno, specialmente considerando che l'Inter non ha vinto questo trofeo dal 1965. "Dopo aver atteso così a lungo, tutti sognano questa finale - ha detto Zanetti -. Siamo arrivati così lontano battendo grandi squadra e soffrendo, ma alla fine ce lo siamo meritati”.

Il 3 aprile una squalifica ha tenuto fuori Zanetti dalla vittoria per 3-0 contro il Bologna FC, prima assenza per lui dal 28 ottobre del 2006 – una serie di 137 partite consecutive poi subito ripresa e prolungata fino all'ultima di campionato a Siena quando ha fornito a Diego Milito l’assist-scudetto. Fino a quello stop aveva giocato ben 167 partite di fila tra coppa e campionato. Diffidato in vista del ritorno della semifinale contro l'FC Barcelona, la crudele possibilità di dover saltare proprio la finale gli ha attraversato la mente, ma non per molto.

"In campo non ci ho pensato perché ero concentrato sulla partita - ha detto Zanetti -. Avevo detto ai miei amici che preferivo arrivare in finale e saltarla che non arrivarci. Sarebbe stata una grossa delusione ma il nostro obiettivo ero quello di arrivare in finale. Per fortuna poi l'ammonizione non è arrivata..."

Al Santiago Bernabéu proverà a ripetere quanto fatto contro la S.S. Lazio nella finale di Coppa UEFA di 12 anni fa – l'ultima finale europea per l'Inter - quando i nerazurri si imposero per 3-0 grazie anche a un gran gol del capitano. "Quello fu il mio primo titolo, un grande ricordo; a Parigi contro una squadra italiana. Era una grande obiettivo per noi in quel periodo e per me è stato stupendo segnare in una finale".

Stavolta però ci sarà da pensare anche alla fase difensiva, specialmente perché potrebbe trovarsi dalla sue parti un certo Arjen Robben. "Stiamo parlando di un vero vincente, che ha fatto bene non solo in Champions League ma anche nel campionato tedesco - ha detto Zanetti -. Dovremo coprire molto bene su dui lui. Abbiamo anche affrontato un giocatore come Messi,e non è stato facile. Spero che riusciremo a controllare anche Robben".

Dopo aver battuto squadre come Chelsea FC, PFC CSKA Moskva e Barcellona, la fiducia dell'Inter non può che essere cresciuta. Per Zanetti il merito è di José Mourinho. "Ha una grande personalità e l'ha trasmessa alla squadra - ha spiegato l'argentino -. Siamo migliorati sotto molto aspetti, ma credo che quello sia il più importante".

22 maggio - NOI CI SAREMO


Una delegazione dell'Inter Club Kayunga ci sarà.

Con un coraggioso e impavido viaggio in auto contro ogni nube e contro ogni imprevisto la delegazione dell'ICK partirà venerdì 21 maggio alle 14 alla volta della Spagna per il 3° titulo...


Vi terremo aggiornati...

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Siena-Inter 0-1 goal Milito Commento Recalcati

Ao' Riga'; L'emo Pijata Inter....N'artra Vorta !

Fonte: C'èSoloL'Inter Scritto da Alex

Ognuno avrà vissuto questa giornata in modo diverso, ma credo tutti con lestesse ansie e le stesse paturnie. Già alla lettura degli schieramenti un pò di "squaraus" per la presenza di Materazzi, che infatti ha un pò ballato" e soprattutto "sparato” una quindicina di lanci in fallo di fondo o laterale; ma soprattutto si è potuta verificare l'ennesima dimostrazione e cioè che, al di là di tutte le puttanate che abbiamo sentito quest'anno, a noi non avrebbero regalato niente, come avevano detto, mentre il Chievo, che aveva giocato la settimana scorsa contro di noi con il massimo impegno, alla faccia che sia Campedelli che Di Carlo sono tifosi interisti, ha schierato 5 o 6 riserve contro la Roma, presentandosi praticamente “alla pugna” in costume da bagno ed
infradito.
Pensate un po’ che putiferio si sarebbe scatenato se il Siena, o qualunque altra squadra l’avesse fatto contro di noi; è successo una sola volta ed apriti cielo!
Fra parentesi senza episodi particolari e con un portiere che se vestito di rosso-blu, tutti avrebbero scambiato per Spiderman.
Il Siena, come aveva fatto capire senza troppi giri di parole, la partita se l’è giocata all’ultimo sangue con i due romanisti in comproprietà Rosi e Curci su tutti; ed è giusto che sia così; quello che fa un po’ specie è semmai l’atteggiamento dei “Mussi”, che dopo avere giocato col massimo impegno contro di noi si sono presentati all’ultima dinnanzi al loro pubblico in queste condizioni; ma chi se ne frega, va bene così.
E’ comunque stato un leit-motive di tutta la stagione il fatto che contro di noi abbiano dato tutti il sangue (tranne uno) per poi afflosciarsi alla partita successiva come dei sacchi vuoti; ripercorrete un attimo la
stagione e ne troverete conferma: una su tutte la Fiorentina, che negli ultimi due mesi ha completamente mollato, salvo giocarsi contro di noi quella semifinale di Champions che gli era stata ingiustamente sottratta. Diciamolo francamente: hanno fatto di tutto per farcelo perdere questo Campionato, prima a favore del Milan, applicando il regolamento con due pesi e due misure scandalosamente differenti; poi quando ai rossoneri si sono “rotti” gli unici due giocatori buoni, nemmeno regalandogli un rigore a partita si sarebbe
riusciti a tirarli su.
Di questa situazione, oltre che di un nostro fisiologico calo, ne ha approfittato la Roma, operando una rimonta incredibile con molto merito, molta fortuna, ma, occorre dirlo, senza eccessivi favoritismi arbitrali; poi ci sta che quando vinci una impressionante serie di partite, una ti possa anche andare male.
E qui è stata molto brava la nostra squadra a mettersi davanti e a non mollare più.
Ha vinto la squadra più forte e quella che ha meritato maggiormente: questo credo debba ammetterlo chiunque ci tenga a farsi considerare sano di mente.
Ha vinto giocando la partita sulla falsariga di quasi tutte quelle di questa stagione a cominciare dalla Supercoppa a Pechino, “sminchiando” cioè una caterva di palle gol per poi finire inevitabilmente in sofferenza.
Ha vinto alla faccia di molti, sicuramente del “signor” Tosel che tira in ballo la prova televisiva solo quando c’è da “cazziare” un nostro giocatore.
Ha vinto, e come poteva essere altrimenti, con un gol di quello che considero il giocatore forse più decisivo di questa stagione, Diego Alberto “El Principe del Bernal” Milito, per conto mio la più forte prima punta al Mondo in questo momento insieme a Drogba; e pensare che forse non andrà neanche ai prossimi Mondiali in Sudafrica per colpa di un Commissario Tecnico un po’ “fumato”, che ha pensato bene di lasciare già a casa due tipi coi coglioni grossi come due noci di cocco, Cambiasso e Zanetti, Dio li benedica! Il titolo che è un po’ irridente, non me ne vogliano gli amici romani e romanisti, e fa riferimento al fatto che in questi ultimi quattro/cinque anni ci siamo trovati a contenderci le maggiori competizioni quasi sempre con loro e, molto spesso (sempre nelle occasioni importanti) abbiamo finito per prevalere noi; un paio di volte, questa e nel
2008, un po’ crudelmente, sventolandogli lo scudo sotto il naso per qualche decina di minuti per poi farglielo sparire davanti al naso come si fa con le caramelle ai bambini cattivi.
Il loro innegabile merito è quello di esser sempre stati lì a provarci, con mezzi bisogna riconoscere inferiori, anche se con “aiutini” favoriti da politici e da fideiussioni bancarie un po’ “così”; chissà perchè di questi “aiutini” a Roma non se ne parla mai, vero Dott.sa Sensi?
Onore comunque al merito di una squadra che ha saputo realizzare una rimonta veramente spettacolare e di un allenatore che ha preso una squadra “sfasciata” e l’ha portata a contenderci il titolo fino all’ultima giornata. L’unico problema della Roma è quello di essere la squadra della città di Roma, passatemi il paradosso (vedi post Beau geste): di una città tarpata da un ambiente non in grado di gestire nel modo giusto tanto le vittorie quanto le sconfitte, creando così sia i presupposti che gli alibi per una mancata vittoria.
La frase più in voga a Roma in questi giorni era “Non succederà, ma se succede…” Non è successo: molti si auguravano un altro 5 Maggio, ma forse quei molti non hanno ancora capito che questa squadra è diversa da quella là; è composta da giocatori, da un tecnico e da dirigenti che ormai hanno pienamente assunto la consapevolezza dei propri mezzi e della propria forza: tutto qua.
I ragazzi sono stati tutti (o quasi) fantastici così come è stato fantastico l’allenatore e i dirigenti, ai quali faccio solo un appunto ora che è finita e non rischio di portare sfiga: non si regala mai a una diretta concorrente un
giocatore per nessun motivo al mondo!
Con Mancini al Milan è andata bene, con Burdisso a Roma per un pelo non è andata malissimo.
Invece di celebrarci come meriteremmo e di spingerci verso la conquista della Champions, come dovrebbe
essere in un “Paese normale” quasi tutti i media non fanno altro che parlare del possibile addio di Mourinho e della richiesta della Juventus (vermi!) di farci revocare lo scudetto del 2006.
Al contrario di tutte le minchiate che sentirete in questi giorni a proposito del sostegno che si deve dare alle squadre italiane in una competizione europea, la maggior parte dell’Italia si augura quello che si augurava oggi chi sperava in un nuovo 5 Maggio; a noi, come direbbero a Roma “nun ce ne po’ fregà de meno” dal momento che se dovessimo vincere trasformeremmo una stagione da bellissima a fantastica e storica, se non dovessimo ahimè riuscirvi saremmo comunque felici e orgogliosi di quanto fatto dalla nostra squadra.
Coloro che ci tifano contro, juventini in primis, lo fanno a loro discapito, dal momento che, se dovesse vincere il Bayern (mi sto ovviamente toccando), la Germania ci “soffierebbe” un posto in Champions per via del miglior Ranking UEFA; ora non credo che l’Inter avrà dei grossissimi problemi a qualificarsi fra le prime tre nei prossimi tre/quattro anni, altri ne avranno forse qualcuno in più.
A buon intenditor….

Due Scudi d'oro

Fonte: Inter Club Acquaviva

Era cominciata per caso, nella primavera del 2005: avevamo vinto la Coppa Italia, dopo anni di digiuno integrale e ricordo che l’accogliemmo come il più prezioso dei trofei, con tanto di foto conservata nel cellulare.
Quella mattina, la Gazzetta dello Sport uscì con un paginone centrale nel quale era immortalata la foto della premiazione, con Cordoba che solleva al cielo la Coppa in uno sventolìo di coriandoli; presi quella doppia pagina, la incollai su un cartoncino e ci misi sopra un vetro: da quel giorno, la parte centrale della mia scrivania ha sempre avuto le facce sorridenti di quella foto.


Cinque anni sono passati, quella foto c’è ancora, ma è diventata il sottofondo di altre dieci foto, più piccole, tutte racchiuse in quello spazio angusto, tanto che di quella prima immagine, solo la coppa è ancora visibile.
Cito a caso: Figo che alza la coppa-scudetto 2009; Zanetti con la maglia del centenario che solleva quella del 2007; Zanetti che bacia la supercoppa 2009 e solleva quella del 2007; Mourinho che bacia la Coppa Italia di quest’anno.
Ogni volta, la mattina presto ho acquistato una copia della Gazzetta e ne ho ritagliato la foto celebrativa, aggiungendola alla mia collezione.
Ho fatto la stessa cosa stamattina, e adesso sono qui che la guardo: tutti i ragazzi con la coppa-scudetto 2010, con in dosso le nuove maglie della prossima stagione.
Sono undici; undici trofei in cinque anni.

Se cinque anni fa, qualcuno mi avesse detto che oggi sarei stato qui a contare il mio undicesimo trofeo consecutivo, nel senso che ogni anno ci sarebbe stato qualcosa da festeggiare, a seconda dell’umore lo avrei invitato a bere qualcosa o mandato al diavolo.
Passi la Coppa Italia e la Supercoppa, che infondo puoi sempre vincerle, ma infilzare cinque scudetti uno in fila all’altro, per uno che in tutta la sua carriera da tifoso ne aveva visti solo tre, ben intervallati da un decennio ciascuno, è una cosa che non risiedeva nemmeno nei miei desideri.

Invece è accaduto.
Oggi è festa e dobbiamo celebrare i nostri eroi; tuttavia dico che non può essere un caso se tutto ciò è accaduto dopo calciopoli; non è per caso che, una volta smantellato quel sistema di potere mafioso, che vedeva rimpallare i successi tra le solite due e vigendo il quale, a noi toccavano sempre le annate storte, gli acquisti sbagliati, la sfortuna e le sviste arbitrali, come se uno squarcio si fosse prodotto in quel telo nero che ci avvolgeva, la luce abbia fatto il suo prepotente ingresso e tutto sia cambiato.

Quanti scudetti, quante coppe, quante feste ci hanno rubato?
Senza più la polizza-infortuni, magicamente anche ad altri è toccato sbagliare allenatori, calciatori, tattiche di gioco, partite e gol fatti; noi, al contrario abbiamo infilato una serie di felici scelte di uomini, che da Mancini a Mourinho e ai loro giocatori, ci hanno permesso di godere come ricci nell’ultimo quinquennio.

Il panorama è per giunta lontano dal cambiare, almeno per quanto oggi si possa razionalmente ipotizzare: la Roma ha infilato l’ennesima annata-monstre, veleggiando ben al di sopra delle sue possibilità, ma la cosa non gli è servita nemmeno stavolta a batterci; avrà la forza di ritentare?
Il Milan, terminato da un pezzo il suo ciclo, si dibatte nelle nebbie della ricostruzione, macinando uomini e allenatori, in un contesto di pacchia finita e di cordoni della borsa ben serrati: saprà venirne fuori?
La Juventus è un caso a parte; un caso disperato: il loro incubo siamo noi, quelli che gli hanno distrutto il giocattolo, quelli che gli hanno rubato la marmellata.
Il loro target non è ritornare ai fasti di un tempo ma battere noi, ostacolare l’Inter, fare la guerra a tutto quanto è Inter: avessero usato sul campo la metà della foga e della rabbia che adoperano sui giornali, nei tribunali, nelle interviste, in sterili polemiche ad uso e consumo del povero tifoso ormai rintronato dai loro insuccessi quanto dai nostri successi, forse adesso staremmo qui a considerare una nostra valida antagonista.

L’altra cosa che non accenna a cambiare è purtroppo l’atteggiamento dei mezzi di informazione nei nostri riguardi: sono convinto che sia servito in maniera decisiva a compattare l’ambiente e che questo abbia finito paradossalmente per favorirci, ma lo stress che si paga è insopportabile.
Avevo pregato di non rivivere mai più un finale di campionato come quello di Parma e invece quest’anno è stato lo stesso, forse peggio, non lo so…vincere contro tutto e contro tutti è bellissimo, ma il prezzo da pagare è esorbitante e non sono certo di avere più l’età per sopportarlo.

E’ finita, anche stavolta. Missione compiuta, lo scudetto è in cassaforte.
Lungi dall’essere finita è però la stagione: adesso c’è il tassello mancante, la bandiera da piantare sulla vetta più alta.
E poi la faccenda Mourinho, con tutto quello che ne seguirà.
Adesso però sono tranquillo e mi godrò la finale per quello che è: la formalità di assegnare la coppa ad una delle due squadre che sono arrivate alla fine; entrambe vogliono vincerla, entrambe possono vincerla, entrambe hanno concluso una stagione indimenticabile; una sola vincerà.

Io, la mia finale l’ho già vinta: aver visto coi miei occhi questa Inter vincere sul campo e aver visto decine di miei coetanei, con addosso le cicatrici di una vita, cantare ed urlare di gioia come dei ragazzini.
Era per questo che siamo arrivati fin qui, e il pensiero va a quanti non ce l’hanno fatta: la gioia è tanto grande che basta anche per voi, lassù.

ZANETTI: HA VINTO LA SQUADRA PIU' FORTE

Fonte: Nerazzurro.it

La Bandiera nerazzurra, Zanetti fa eco al Principe: "Alla fine ha vinto la squadra più forte, ma complimenti alla Roma che ha fatto un grande campionato". L'argentino non nasconde l'emozione per il quinto scudetto di fila appena vinto dall'Inter: sul campo del Siena, il Capitano nerazzurro sottolinea che il titolo conquistato è "la dimostrazione della forza di questa squadra". Quanto alle dediche "il pensiero va alla mia famiglia, ai nipotini che sono nati in Argentina e che mi stanno seguendo, a tutti i tifosi venuti qui a Siena. Adesso bisogna pensare a un'altra finale, ma ora godiamoci questo quinto scudetto, che ce lo meritiamo".


IL PRINCIPE MILITO FIRMA IL GOL SCUDETTO. E SONO CINQUE...

Fonte: De Rereum Calciorum

SIENA: Curci; Rosi, Terzi, Cribari (46’ Brandao), Del Grosso; Codrea (81’ Reginaldo); Ghezzal, Vergassola, Ekdal, Jajalo; Maccarone (54’ Calaiò).
A disp: Ivanov, Malagò, Tziolis, Jarolim.
All: Alberto Malesani
INTER: Julio Cesar; Maicon, Materazzi, Samuel, Zanetti; Thiago Motta (54’ Pandev), Cambiasso; Balotelli (59’ Stankovic), Sneijder (73’ Chivu), Eto'o; Milito.
A disp: Toldo, Lucio, Muntari, Mariga.
All: José Mourinho
ARBITRO: Morganti

E’ stato un pomeriggio intenso, più di quanto si possa immaginare. Alla fine in barba alla scaramanzia ho deciso di guardare la partita in compagnia.
Il primo tempo abbiamo giocato a tiro al bersaglio col Siena che si è salvato in almeno 6-7 occasioni. Curci ha respinto due volte sulla linea, Balotelli ha preso una traversa su rovesciata e sfiorato un gol uscito fuori per un paio di centimetri. Intanto la Roma vince in quel di Verona. Risultato che in fin dei conti ci interessa poco, l’importante per noi è vincere.
L’Inter c’è ma non riesce a sfondare e a fine primo tempo strani presagi iniziano ad aleggiare nell’aria. Dopo qualche minuto della ripresa inizio ad avere qualche sintomo di sconforto. Ma al minuto 57 Milito (e chi se no?) sfrutta bene una grande percussione di Zanetti e riesce finalmente a metterla in fondo al sacco. E’ il gol liberatorio. Un urlo che sa di liberazione di un grande peso. Ma c’è ancora da soffrire. Il Siena (mortacci sua, direbbero i piagnina) gioca la partita della vita e nel finale c’è anche tempo per un paio di brivido (da infarto quello in cui Julio Cesar in uscita non aggancia il pallone e rischiamo di prendere gol).
E alla fine la gioia incontenibile è potuta esplodere CAMPIONI CAMPIONI CAMPIONI CAMPIONI CAMPIONI.
Il secondo titolo è arrivato, siamo Penta-Campioni d’Italia, roba che non succedeva da ottanta anni (1930-35) quando il pallone era fato ancora di pezza. Campioni. Non ho parole. Sono reduce dalla sfilata in cento città, dove ho lasciato tre quarti di voce, e molte energie psicofisiche ma dove ho potuto scaricare tutta la mia adrenalina di questo weekend (weekend che vi racconterò domani in un post). I ragazzi sono stati fantastici. Hanno portato a casa uno scudetto che meritavamo solo e soltanto noi. Siamo campioni, campioni d’Italia ma ora tutti concentrati verso Madrid. Abbiamo un appuntamento importante con la storia e, in caso di vittoria, con la leggenda. Ma per stasera, solo per stasera, godiamoci questa strepitosa gioia che i ragazzi ci hanno regalato.




INTER CAMPIONE D’ITALIA 2009-2010
GRAZIE RAGAZZI
FORZA INTER !!!



18 volte

Fonte: Inter Emotional Site

E' ARRIVATO IL QUINTO

Fonte: TuttoInter

INDIMENTICABILI !!!

Beh, che dire? Cerchiamo di ricordarcelo bene, questo scudetto. Già tra un anno potrebbe essere una semplice riga lungo un albo d'oro, e per noi una semplice tacca della nostra gloriosa storia. Mentre sarebbe bene tramandarlo - almeno tra noi, che possiamo capire - come uno scudetto inimmaginaible perchè accidentato, sudato, complicato. Soprattutto, uno scudetto conquistato contro tutto e tutti. No, non è una tautologia. Non è solo il risultato logico di un torneo all'italiana, dove partecipano in venti ma vince uno solo. No, è stato uno scudetto che all'Inter è stato conteso in tutti i modi, e non solo - anzi, forse solo per una minima parte - dalle diciannove avversarie convenzionali. Chissà, l'anno prossimo potrebbe essere pure peggio. Ma intanto potremmo accontentarci di fissare questa misura al termine di una stagione in cui l'asticella è stata alzata di tanto così. Del resto tutte quelle lacrime versate a Siena - dall'apparentemente incorruttibile Mourinho in giù - sono state la prova di quanto sia stata difficile questa annata e di quanta pressione avversa ci fosse. Ci dispiace per gli altri, diciamo così. Il loro problema è che quest'Inter è fantastica, nel suo complesso e nei suoi singoli. Uno squadrone clamoroso che - come questo scudetto - sarebbe bene fissassimo nella memoria. Così come i volti di Moratti e di Mourinho, i solo sorrisi e i loro pianti, i loro compleanni e i loro traguardi. Fissiamoci tutto nella memoria, perchè così bene sarà difficile stare.

E il privilegio di vivere questa stagione che non finisce mai, insomma, dove vogliamo metterlo? Lo capite quanto siamo fortunati? A piccoli passi, senza tregua, siamo arrivati al 17 maggio. La Coppa Italia conquistata in casa dell'altra finalista, uno scudetto che vale almeno doppio, e tra cinque giorni la finale di Coppa dei Campioni. A due terzi del cammino, a due titoli già i saccoccia, possiamo dire di non essere stati sognatori a chiedere tutto, a pretendere tutto. E' un'avventura meravigliosa e non è ancora finita. Grazie Campioni, ma non fermiamoci qua. C'è ancora un impegno da onorare. Questa cosa di pretendere, sognare, sbilanciarsi, fantasticare eccetera eccetera è frutto di una combinaziona rara. Noi ci siamo ancora in mezzo. E io sono ancora disposto ad ammazzarmi di birre a El Bocho, guardando ad libitum il rullo di Sky Sport 24, come rituale in cui svaporare le tensioni. Sono stravolto ma vorrei che non finisse mai. Ciondolo ma voglio arrivare al finish. Campioni, vamos a Madrid, e vada come vada. Una primavera così chissà quando ci ricapita.

INTER CAMPIONE D'ITALIA: le foto della festa

Fonte: SoloInter.it


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18° Scudetto: tutti i record dell'Inter

Fonte: Inter.it


MILANO - Con quello conquistato ieri sul campo di Siena, per la prima volta nella sua storia, l'Inter vince cinque scudetti consecutivi: è la seconda volta che accade un simile filotto nella storia della serie A su girone unico, iniziata con questa formula a partire dal 1929/30. In precedenza l'impresa era riuscita solo alla Juventus, che si era aggiudicata 5 scudetti consecutivi dal 1930/31 al 1934/35. In pratica un record che resisteva da 75 anni. Nell'era pre-girone unico nessuna squadra era mai stata capace di conquistare cinque titoli consecutivi.

Quello vinto ieri dalla squadra di José Mourinho è il terzo scudetto, nella storia della serie A su girone unico, che viene assegnato in data 16 maggio e il secondo deciso in una gara che vede come avversario dei neo-campioni d'Italia il Siena.

Mourinho ha conquistato il secondo campionato italiano della sua carriera tecnica - per altro consecutivo - dopo quello della stagione 2008/09. Per l'allenatore portoghese, però, si tratta del sesto campionato vinto in assoluto: i due scudetti vinti con l'Inter vanno infatti ad aggiungersi ai due titoli conquistati alla guida del Porto (2002/03 e 2003/04) e ai due vinti con il Chelsea (2004/05 e 2005/06). L'allenatore nerazzurro, inoltre, ha terminato il campionato ancora una volta senza perdere in casa. Lo scorso anno la sua Inter chiuse le 19 gare interne di serie A con un bilancio di 14 vittorie e 5 pareggi; nelle 19 disputate nella stagione 2009/10 lo score nerazzurro è stato di 15 successi e 4 pareggi. Il bilancio complessivo di Mourinho in gare interne di campionato italiano è dunque di 29 successi e 9 pareggi in 38 incontri. In precedenza, solo una volta nella sua storia l'Inter aveva concluso due campionati consecutivi senza sconfitte casalinghe: è accaduto nel 1964/65 (13 vittorie e 4 pareggi) e nel 1965/66 (11 affermazioni e 6 pareggi), quando vinse in entrambi i casi il campionato.


L'Inter ha preso la guida solitaria della classifica di serie A 2009/10 per la prima volta all'8° giornata, quando in anticipo vinse 5-0 a Marassi sul Genoa e profittò del mezzo passo falso della Sampdoria, bloccata sull'1-1 a Roma dalla Lazio. Al 7° turno, infatti, blucerchiati e nerazzurri erano appaiati a quota 16, come invece alla 5° giornata i nerazzurri erano capolisti a quota 13, ma a braccetto con la Juventus. L'Inter è rimasta in testa solitaria consecutivamente fino alla 32° giornata, poi relativo temporaneo sorpasso da parte della Roma alla 33° giornata e giallorossi in vetta solitaria anche alla 34°; quindi il contro-sorpasso nerazzurro, decisivo, al 35° turno. Il vantaggio stagionale nerazzurro sulla seconda classificata è salito fino ad un massimo di +8, dopo la 23° giornata, quando al secondo posto c'era il Milan.

L'Inter è anche la squadra che, in questo campionato, ha vinto il maggior numero di partite (24, in coabitazione con la Roma, avversaria fino all'ultimo minuto) e perso meno gare in assoluto, ovvero 4: (tutte fuori casa, 0-1 contro la Sampdoria il 26 settembre 2009, 1-2 contro la Juventus il 5 dicembre 2009, 1-3 contro il Catania il 12 marzo scorso ed 1-2 contro la Roma il 27 marzo scorso); sempre l'Inter ha il miglior attacco del torneo (75 reti segnate). In casa l'Inter è una delle 3 squadre dell'attuale campionato di serie A, assieme a Sampdoria e Palermo, a non aver mai perduto in casa (15 vittorie e 4 pareggi nelle 19 gare disputate), è la squadra che ha vinto più gare in casa assieme alla Roma (15 a testa) ed ha anche il miglior attacco interno con 42 centri (come il Genoa). Considerando le 19 trasferte l'Inter è uno dei due club ad aver vinto di più (9 volte, come la Roma), e quella che, sempre in trasferta, ha segnato di più (33). L'Inter, inoltre, vanta la miglior difesa assoluta del campionato 2009/10, grazie alle sue sole 34 reti al passivo: dall'avvento dei 3 punti a vittoria (dal 1994/95 ad oggi) era accaduto soltanto 6 volte, prima di quella odierna, che vincesse il titolo tricolore la miglior difesa del torneo: i precedenti erano riferiti al Milan 1995/96, alla Juventus 1996/97, 2001/02, 2002/03 ed all'Inter 2007/08 e 2008/09.

L'Inter, fin qui autrice di 75 reti, ne ha segnate 40 nel corso dei primi tempi e 35 nei secondi. Quanto ai gol subiti, che in totale sono 31, 14 sono stati incassati nella prima frazione di gara, 20 nella seconda. Dividendo la ripartizione dei gol in intervalli di 15 minuti, vediamo che nel primo (dal 1' al 15' del primo tempo) l'Inter ha segnato 13 gol e ne ha subiti 5, nel secondo (dal 16' al 30') 9 contro 7, nel terzo (dal 31' al 45', inclusi recuperi) 18 contro 2, nel quarto (dal 46' al 60') 11 contro 6, nel quinto (dal 61' al 75') 13 contro 9, nel sesto (dal 76' al 90', recuperi inclusi) 11 contro 5.

L'Inter è la squadra della serie A 2009/10 ad aver finora segnato di più nel quarto d'ora iniziale di gara: dal 1' al 15' sono 13 i gol all'attivo. Quella nerazzurra è anche la squadra più prolifica nel quarto d'ora precedente l'intervallo: dal 31' al 45', recuperi inclusi, sono 18 i gol all'attivo. I nerazzurri hanno ricevuto in questo campionato 6 rigori a favore, tutti realizzati, di cui 2 da Eto'o (1 ciascuno contro Bari e Palermo) e 4 da Milito (1 a testa contro Bari, Fiorentina, Milan e Palermo), 7 sono stati invece i rigori assegnati contro.

Samuel Eto'o e Diego Milito sono stati i giocatori nerazzurri più decisivi nel vittorioso campionato 2009/10, con 18 punti portati alla causa nerazzurra per ciascuno. Gli altri punti sono stati portati, rispettivamente, da Balotelli (7), Cambiasso, Maicon, Muntari, Samuel e Thiago Motta (6 ciascuno), Pandev e Sneijder (3 a testa). Da conteggiare anche 3 punti derivanti da altrettanti pareggi per 0-0.

Sono innvece 14 in totale i giocatori nerazzurri andati in gol: in ordine decrescente di segnature ricordiamo Milito (22), Eto'o (12), Balotelli (9), Maicon (6 che stabiliscono il suo record personale in stagione, superando le 4 reti realizzate con Monaco 2004/05 e Inter 2008/09), Thiago Motta e Sneijder (4 a testa), Cambiasso, Pandev, Samuel e Stankovic (3 ciascuno), Muntari (2), Chivu, Lucio e Vieira (1 ciascuno). Al conteggio deve essere aggiunta anche un'autorete a favore realizzata da Mantovani (Chievo Verona).

(a cura della Redazione Football Data)

INTER D'ITALIA

Fonte: Gazzetta.it

sabato 15 maggio 2010

22 maggio 2010 - ASPETTANDO LA FINALE A MOLTRASIO


Un menù propiziatorio per guardare insieme la finale di coppa

su grande schermo nel salone della Cooperativa Moltrasina


Menù


Risotto alla Milanese contro Wurstel e patate arrostite


Nel finale (dessert)
Coppa dei campioni

Costo . 15,00

incluso vino sfuso della casa


Caffè, cicchetti etc.

al bar pagando


Per informazioni e prenotazioni

Tel. o31 290316

Cell. 349 4665303 Cell. 335 388250

E-mail postaperigni@gmail.com


IN COLLABORAZIONE CON



venerdì 14 maggio 2010

La tessera del tifoso "siamo noi"


Nata per premiare la passione di chi crede in cio' che L'INTER rappresenta, nata per seguirti ovunque:
allo stadio come nella vita di tutti i giorni. Nasce nel 2008 da un progetto comune fra Osservatorio Nazionale, sulle manifestazioni sportive, Lega Calcio, FIGC e Coni. Iniziativa a cui F.C. Internazionale aderi' con entusiasmo realizzando oggi una carta multimediale.

L'Inter in finale Champions League a Madrid; e' per questo motivo che Inter e BPM offrono a tutti i tifosi nerazzurri la possibilita' di sottoscrivere gratuitamente la tessera del tifoso "siamo noi" tutte le agenzie della Banca Popolare di Milano fino al 22 maggio 2010.

Per maggiori informazioni: Inter.it