venerdì 16 maggio 2008

Tifosi: "A Parma per un'invasione pacifica"

Fonte: SoloInter



Nonostante il divieto del Prefetto, i tifosi dell'Inter confermano che domenica saranno a Parma, ma garantiscono "un'invasione pacifica" della città. "La Nord, nel caos che regna, tiene a confermare l'unica certezza: gli interisti ci saranno!!! - si legge su un comunicato apparso sul sito della curva Nord nerazzurra -. Sia chiaro che domenica, piaccia o no, ci sarà comunque un'invasione nerazzurra che sarà assolutamente pacifica e che la nostra voce, dentro o fuori dallo stadio, dovrà essere un boato!!!".

"Non si può pensare - prosegue la curva Nord - che 100 km che separano Milano, l'Inter e soprattutto gli interisti dalla possibilità di vincere uno scudetto, possano rappresentare per qualcuno un ostacolo. La volontà diffusa ed accertata dalle centinaia di mail che arrivano al nostro sito oltre che dalle centinaia di telefonate provenienti da ogni parte d'Italia, è di accogliere la squadra all'arrivo all'esterno dello stadio e, se proprio non ci sarà l'opportunità di assistere all'incontro, di attenderne l'uscita al termine dell'incontro. Per far questo non c'è decreto o divieto che tenga o possa arginare questo diffuso desiderio".

Svolta dopo le tante intercettazioni: fermato il "sarto" dell'Inter

Fonte: CiaoComo

Domenico Brescia è in stato di fermo da ieri sera. Quello che è considerato il "sarto" dell'Inter, infatti, è stato bloccato a tarda ora nella sua casa di Rovello Porro. La decisione è stata presa dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano. Provvedimento poi eseguito dai Ros dei carabinieri. Brescia, commerciante di Rovello con la fedina penale non certo pulita, è finito al centro di una ridda di voci negli ultimi giorni su sue frequentazioni troppo spregiudicate di calciatori e tecnici dell'Inter al centro sportivo "La Pinetina" di Appiano Gentile. Durante numerose intercettazioni, infatti, sono emersi contatti tra lui ed i calciatori nerazzurri che lui - per ammissione del suo stesso legale - frequenta e conosce da anni.


Il fermo, da quanto è emerso in queste ore, sarebbe da mettere in relazione ad un presunto traffico di stupefacenti cui le intercettazioni rese note erano parte integrante. Brescia è stato fermato ieri nel suo negozio a Rovello e poi portato alla caserma di Lomazzo dove gli è stato notificato il provvedimento. Protesta il legale Marisa Guassardo:"Un provvedimento vagamente abnorme".

giovedì 15 maggio 2008

Calcio di nuovo nel fango: intercettazioni a carico di Mancini, Mihajlovic e capitan Zanetti

Fonte: Affari Italiani

Il calcio torna nello scandalo. Tornano le intercettazioni che hanno già reso incandescente l'estate 2006. E ora, alla vigilia della volata scudetto tra Inter e Rma, ecco nuove conversazioni compromettenti che rovinano l'immagine del calcio italiano. Questa volta, però non sono Milan e Juventus e dover dare spiegazioni. E' l'altra grande storica, l'Inter a finire nel mirino. In particolare tre suoi protagonisti illustri: l'allenatore Roberto Mancini, il suo vice Sinisa Mihajlovic, il capitano Javier Zanetti, oltre a Marco Materazzi e Fausto Salsano. Contorni ancora tutti da chiarire, le intercettazioni (oltre 1600 telefonate), seguite dai Carabinieri di Trento, riguarderebbero anche scommesse effettuate da giocatori nerazzurri sulla vittoria dello scudetto 2006/2007 (poi conquistato dall'Inter). In particolare, gli inquirenti vogliono chiarire i contenuti di conversazioni che per le parole utilizzate lasciano intendere una volontà di nascondere i reali significati delle affermazioni carpite. Le intercettazioni telefoniche sono scaturite dall'indagine per traffico di droga che riguardava il procuratore sportivo e pregiudicato Domenico Brescia (nel suo curriculum penale: omicidio, associazione mafiosa, rapina e droga). Nell'ambiente viene chiamato "il sarto dell'Inter", anche perché ha un negozio di sartoria a Rovello Porro (vicino ad Appiano). L'uomo è amico da vent'anni di Mancini e Mihajolovic, oltre ad esser stato in diverse occasioni avvistato in tribuna d'onore a San Siro e ospite della Pinetina (che però non sembra essere assolutamente stata toccata dal giro di coca). I suoi favori nei confornti dei suoi 'contatti' andavano su telefoni, orologi, piuttostoché automobili a prezzi di favore. Una vicenda imbrazzante da chiarire, però va sottolineato che i tre esponenti interisti non risultano indagati, né implicati in vicende penalmente rilevanti.

martedì 13 maggio 2008

Manzo sfiderà l'Inter Cuper: "Io tifo Parma"

La notizia, attesa fin da stamattina, è arrivata in serata: l'argentino è stato esonerato dal presidente della società emiliana Ghirardi, che ha scelto di affidare la sfida decisiva contro i nerazzurri al tecnico della Primavera, ex giocatore del Milan

Hector Cuper, 52 anni, ex tecnico dell'Inter. Lapresse
Hector Cuper, 52 anni, ex tecnico dell'Inter. Lapresse
PARMA, 12 maggio 2008 - Dalla gara del 16 marzo 2008 a quella del 12 maggio. Da Livorno-Parma 1-1 a Fiorentina–Parma 3-1: il ducato di Hector Cuper a Parma è durato poco meno di due mesi. Questa sera l’esonero, con un comunicato della società di Viale Partigiani d’Italia che ha incaricato l’allenatore della formazione Primavera, Andrea Manzo, di guidare la prima squadra nella settimana decisiva per raggiungere la salvezza. Sarà lui che cercherà di superare l’Inter nell’ultimo match di campionato: Manzo durante la stagione in corso aveva già guidato un allenamento di capitan Falcone e compagni, l’11 marzo, mentre si attendeva la firma del contratto del tecnico argentino, nei momenti successivi all’esonero di Di Carlo. L’allenatore sudamericano, quindi, non incrocerà il suo destino con la società che l’ha portato per la prima volta in Italia. Con i nerazzurri milanesi due stagioni e qualche mese, prima della sostituzione con Alberto Zaccheroni in seguito ad un pareggio esterno contro il Brescia.
FARO' IL TIFO - "Sto male. Ma l'importante, in questo momento, è che la squadra pensi all'incontro di domenica. Non è tempo per le polemiche". Hector Cuper ha rotto il silenzio in tarda serata dalla sua casa a due passi dal Duomo di Parma dopo l'esonero dalla panchina crociata. "Come posso stare? - ha commentato al sito parma.repubblica.it - bisogna pensare solo alla partita. I ragazzi devono cercare la vittoria a tutti i costi. Domenica prossima tiferò Parma, spero tanto che riesca a salvarsi. Anche se per quanto mi riguarda, io non ci sarò".
NIENTE FRUTTI - Il suo arrivo a Parma per sostituire Di Carlo non ha portato i frutti sperati dal presidente Tommaso Ghirardi, che aveva attuato una operazione simile nella scorsa stagione (via Pioli ed arrivo di Ranieri), raggiungendo una insperata salvezza. Cuper se ne va da Parma dopo dieci partite: due vittorie, tre pareggi e cinque sconfitte, l’ultima delle quali, in terra Toscana, fatale all’allenatore argentino. Il Parma con lui in panchina ha realizzato 10 gol e ne ha subiti 17. Nato a Mestre nel 1961, il neo-allenatore del Parma Andrea Manzo ha un passato da centrocampista nel Padova (C1) e nel Vicenza (B). Poi il passaggio in serie A con le maglie della Fiorentina, della Sampdoria e, per quattro anni, del Milan, prima di andare ad Avellino e Cesena. Nel 1995-'96 torna a giocare nel Mestre dove termina la sua carriera di calciatore. Per lui si tratta della prima stagione come allenatore della Primavera del Parma.

lunedì 12 maggio 2008

Inter - Siena 2-2: Paura di vincere, si decide tutto a Parma

Fonte: calcioblog.it

La giornata della festa, il revival del successo dello scorso anno, sempre contro il Siena, ma questa volta con il piacere di essere giocato in casa con San Siro strapieno per esultare insieme alla squadra. Così l’Inter avrebbe dovuto guardare a questa penultima giornata di Campionato, il risultato però è esattamente opposto. Il pareggio per 2 a 2 rimette ancora di più in gioco l’assegnazione dello Scudetto, prolunga all’ultima giornata quello che appare sempre di più come uno stillicidio per i tifosi nerazzurri e regala ulteriore inerzia agli inseguitori della Roma, ancora una volta capaci di conquistare i tre punti. (Foto - Video)

Dopo la sconfitta nel Derby con il Milan, anche oggi in grado di mostrare tutti i suoi limiti a Napoli rimediando 3 gol che rischiano di estrometterlo dalla Champions, la gara con il Siena ormai salvo doveva essere una passerella. Niente da fare, ne viene fuori un’altra partita che fotografa tutto il peggio dell’Inter di quest’anno: la squadra che domina tutto il torneo ma non riesce a chiudere il discorso quando conta e dimostra un ingestibile nervosismo, una sostanziale confusione tattica e per finire l’ennesimo infortunio per uno dei suoi uomini chiave, in questo caso Esteban Cambiasso.

Nel primo tempo il Siena sbanda di fronte all’aggressività dell’Inter che riesce comunque a rendersi realmente pericolosa solo sfruttando azioni che nascono con palla ferma. Sono due i gol che arrivano, prima quello di Vieira, poi quello di Balotelli (ancora titolare di fianco a Cruz), intervallati dal primo segnale della giornataccia di Materazzi (brutta entrata su Locatelli) e dal gol del momentaneo pareggio di Maccarone. L’essersi portati negli spogliatoi in vantaggio dona comunque morale ad una squadra che aspetta solo di poter liberare la sua gioia.


Nella ripresa però le cose non vanno come ci si aspetterebbe, gli ospiti fanno poco, ma la pressione dei nerazzurri si dimostra sempre più sterile e il terzo gol che potrebbe scacciare qualsiasi fantasma non arriva complice la scarsa precisione di un Cruz apparso un po’ imballato sotto porta. In generale l’impressione è quella di un’Inter contratta che subito l’inatteso pareggio di Kharja perde pericolosamente la testa.

Protagonista assoluto della confusione nerazzurra è Marco Materazzi: nel giro di pochi minuti si fa prima duramente rimproverare da Mancini per essersi portato in avanti con eccessiva foga, finendo per stoppare un tiro indirizzato in porta da un suo compagno, poi si procura un rigore facendosi atterrare da Riganò in piena area ed infine strappa dalle mani di Cruz (rigorista designato) il pallone decisivo per andare dal dischetto e farsi parare la conclusione. Una situazione da autentico psicodramma con l’allenatore e il Presidente Moratti in tribuna che si fanno pescare dalle telecamere in labiali che danno l’idea di cosa pensino dell’esuberanza di Materazzi.

Il finale è un assedio confuso che non porta a nulla. Il Siena che si rintana nell’area di rigore cercando di difendere un pareggio inutile per la classifica, ma che dimostra tutta la buona fede dei toscani ancora una volta “arbitri” dello scudetto per l’Inter.
I 200 tifosi che attendono il pullman della squadra per insultare al grido “andate a lavorare” quegli stessi beniamini che con una vittoria avrebbero esaltato come nuovamente Campioni d’Italia dimostrano di temere il risultato della prossima e ultima partita.

L’Inter a Parma, contro i gialloblù ancora in corsa per la salvezza grazie al gol di Del Piero che a Torino toglie al Catania la vittoria buona per non retrocedere, si gioca tutto proprio nel modo in cui non avrebbe mai voluto: con tutta la pressione addosso.

giovedì 8 maggio 2008

Crespo, un aiuto a Rosetti

Il derby Milan-Inter all'insegna della correttezza in campo e fuori. L'arbitro sta per dargli il calcio d'angolo, la punta dice: "È rimessa per i rossoneri"


MILANO, 6 maggio 2008 - Milan-Inter, un derby destinato a farsi ricordare nel bene e nel male, dipende da quale sponda del Naviglio si sta. E’ stata certamente una partita corretta, in campo e fuori.
KAKA'-MATERAZZI - Sullo 0-0 spicca il gesto di onestà di Hernan Crespo, tra l’altro ex rossonero. L’arbitro Rosetti sta per dare un calcio d’angolo all’Inter, ma l’argentino, che ha appena tirato, richiama l’attenzione: alza il braccio senza esitare e fa cenno che è rimessa dal fondo del portiere. Rosetti ringrazia e cambia la decisione a favore degli avversari. Un bell’esempio. E, nonostante gli obiettivi da raggiungere, il possibile scudetto per i nerazzurri e la zona Champions per i rossoneri, il clima in campo è stato sempre all’insegna del fair play. Rivas commette il secondo fallo da ammonizione, ma Rosetti lascia correre: nessuno protesta, si pensa a giocare. E così anche negli episodi dubbi successivi, da una parte e dall’altra: se a volte un arbitro assegna una punizione o un rigore anche in base alle reazioni dei giocatori, be’ questa volta Rosetti non ha subito alcuna influenza. Meglio così. E dopo un contrasto duro Kakà e Materazzi si alzano e si danno la mano.
SFOTTO' - Il bello del derby (o il brutto, dipende da chi vince) è anche lo sfottò che per un pezzo non ti fa più entrare nel bar sotto casa o ti fa cambiare strada quando si avvicinano i "cugini". Lo sfottò delle curve era riassunto in due striscioni che campeggiavano a inizio partita. Sponda nerazzurra: "Oggi puoi dire quello che ti pare, ma il tuo incubo si sta per realizzare", sognando la festa scudetto sotto la curva del Milan. Sponda rossonera: "Anche nell’anno del Centenario... sempre il solito scenario". Tutto all’insegna dell’ironia, come dev’essere, senza isterismi. Fair play anche a fine gara con Silvio Berlusconi che, da milanese, ha fatto gli auguri all’Inter per la vittoria finale.
CASSANO - Il derby e lo scudetto erano legati al risultato di Sampdoria-Roma. E ancora una volta, Antonio Cassano, nonostante le reazioni focose, tiene alto il voto in condotta. Ha salutato uno ad uno i suoi ex compagni, ha abbracciato Luciano Spalletti, ha consolato Mancini quando è uscito e si è congratulato con Doni per le belle parate convogliando le sue energie in binari positivi. Se è stato affettuoso con i compagni, ha contestato la scelta del suo allenatore Mazzarri quando l’ha sostituito, ma non è mai trasceso. Continuava a ripetere: "Ma mi togli proprio sul 2-0?". Niente calci stizziti, niente maglie gettate a terra, solo una domanda rabbiosa.